Antonio Vivaldi, nacque a Venezia il 3 marzo 1678 da una famiglia umile originaria di Brescia.
È considerato uno dei più grandi compositori e violinisti italiani, fu uno dei simboli principali del tardo barocco Veneziano. Vivaldi portò grande innovazione nel mondo della musica barocca soprattutto per quanto riguarda il concerto solista, l’opera lirica, l’orchestrazione in generale e le varie tecniche del violino.
Dopo la nomina a sacerdote prese il soprannome di Prete Rosso, a causa del colore dei suoi capelli.
La sua vita fu ricca di alti e bassi, come quella di quasi tutti i musicisti dell’epoca: inizio a farsi conoscere durante i primi anni del 1700 dove si esibiva presso l’Ospedale Pio della Pietà e qui fu notato dai vari maestri di violino che lavoravano nell’istituzione. Da qui in poi fu un ascesa inarrestabile sia musicalmente che professionalmente che ebbe il suo picco nel 1720 con la nomina a maestro di cappella da camera a Mantova, sotto la corte di Filippo D’Assia-Darmstadt: governatore noto per la sua enorme passione per la musica classica. Durante questi tre anni a Mantova, Vivaldi scrisse le Quattro Stagioni, il suo più grande capolavoro.
Nei suoi anni d’oro, il Prete Rosso ricevette molti incarichi dalle famiglie reali di tutta Europa, partecipando anche a importanti matrimoni come quello di Luigi VX. Durante questo periodo l’imperatore Carlo VI, a cui dedicò “La Cetra”, lo nominò cavaliere e gli consegno la medaglia d’oro austriaca.

Dopo questo periodo di splendore e successo iniziarono gli anni del declino dove dovette far fronte e notevoli problemi economici e artistici. La sua musica non venne più apprezzata a Venezia perché era considerata obsoleta e ormai fuori moda.
Dopo vari trasferimenti, nel 1740 si stabilì a Vienna, città da lui tanto amata, dove dopo un periodo di miseria causato da un’instabile condizione politica, morì nel 1741.